TORNEO DELLA DISPUTA: GLI STUDENTI DELL’IISS URBANI DI P.S. ELPIDIO GIUNGONO ALLA FASE TERRITORIALE AREA CENTRO
Il Torneo della Disputa è da qualche anno un importante appuntamento organizzato dal Consiglio nazionale forense insieme agli Ordini territoriali degli Avvocati per incoraggiare gli studenti del triennio delle scuole secondarie di secondo grado ad un corretto confronto dialettico e ad una misurata argomentazione delle proprie idee.
La frase su cui gli studenti si sono confrontati quest’anno è del grande giurista e padre costituente Piero Calamandrei, il quale affermò che se si vuole che la democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si può dire che la scuola a lungo andare è più importante del Parlamento e della magistratura e della Corte Costituzionale.
Nella fase preparatoria avvocati e docenti hanno operato in sinergia per aiutare i ragazzi a riflettere sul significato profondo della frase proposta, a sviluppare lo spirito critico e ad affinare le tecniche di retorica in un percorso di elevata valenza formativa.
Dopo aver superato il turno nella “Disputa locale”, confrontandosi con l’ITI, il Liceo Classico ed il Liceo Scientifico di Fermo, gli studenti dell’IISS Carlo Urbani della sede di P. S. Elpidio, lunedì 24 Marzo, sono andati all’Aquila per la Fase Territoriale Area Centro.
Livello altissimo di preparazione sia degli studenti del’Urbani, sia degli studenti dell’Aquila e di Terano, questi ultimi risultati vincitori in una sfida davvero “all’ultimo sangue”, come hanno affermato anche gli stessi giudici che hanno dovuto emettere il difficile “verdetto”.
I nostri disputantes, Carlo Alessandrini, Riccardo Cruciani, Elena Diomedi, Valentina Crosta, Viola Del Frate, Lucia Ripa, Letizia Medaglia, Mya Mazzante, Alena Cicchinè ed Angelica Leoni hanno dimostrato altissima preparazione ed hanno emozionato tutta la numerosa platea, ricevendo i complimenti non solo dei giudici, ma anche degli avvocati, dei docenti e degli studenti delle altre squadre. Decisi, combattivi, efficaci nell’uso della parola e pronti ad argomentare senza imparare nulla a pappardella hanno saputo vincere l’emozione, superando la sfida più importante: quella con sé stessi ed i propri limiti. Ragazzi belli, dentro e fuori, che con umiltà e voglia di migliorare si sono affidati alle cure delle avvocatesse e dei docenti che li hanno preparati.
Difficile trasmettere cum verbis il valore di ciò che è stato, impossibile quantificare l’orgoglio nel vederli in quell’aula di tribunale brillare ognuno per conto proprio, ma circondati di un’unica grande luce: la luce dell’intelligenza viva, quella luce che li farà essere, forse, nella vita cani pastore in mezzo ad un gregge di pecore.
Ad Maiora.