PREMIO BIANCUCCI: un grande attestato di umanità per i ragazzi dell’IISS CARLO URBANI, nel ricordo del giovane Matteo
Nella mattinata di Lunedì 24 Marzo gli studenti della classe 4B del Liceo Scienze Applicate di Porto Sant’Elpidio, accompagnati dai docenti Ivan Traini e Daniele Giacomozzi, si sono recati al Teatro dell’Aquila di Fermo in occasione delle premiazioni del Concorso “Matteo Biancucci”, organizzato dalle associazioni AIDO, ADMO e AVIS di Fermo col contributo del Rotary e rivolto agli studenti dell’ultimo biennio di scuole superiori della provincia fermana.
Il premio, intitolato al giovane Matteo Biancucci, tragicamente scomparso all’età di 16 anni a causa di un incidente stradale nel 2009, ha il fine di diffondere tra gli adolescenti la cultura della donazione degli organi, una tematica cara ai genitori di Matteo, i quali decisero di donare i suoi organi a seguito della sua morte. Il tema principale di cui si è discusso a teatro è stato proprio questo: il valore della donazione come profondo atto di umanità nei confronti del prossimo. Tanti sono stati gli interventi che hanno contribuito a rendere la mattinata un tripudio di emozioni e speranza di cui fare tesoro per il futuro.
I ragazzi della 4B si sono contraddistinti nella “Sezione Letteraria” del premio, guadagnandosi il primo posto con il componimento in versi intitolato “Metamorfosi”.
Gli studenti, interrogati su come sia stato per loro realizzare gli elaborati, si sono espressi così:
“Siamo molto contenti di aver ricevuto questo premio, poiché chiunque abbia partecipato al progetto ci ha messo una parte di sé: è proprio questo che rende un elaborato così speciale”. Insomma, più che un semplice premio in denaro, il premio Biancucci è un vero e proprio attestato di umanità, di cui i ragazzi devono andare assolutamente fieri, visto il valore morale di tale riconoscimento.
La poesia realizzata dalla classe ci offre una prospettiva particolare della donazione: quella del ricevente, che vede la sua vita rinascere come una farfalla che esce dalla propria crisalide e si trova finalmente capace di sperimentare a pieno il dono della vita.
Metamorfosi
Era una notte d’estate qualunque
quando diventasti una crisalide
non ancor libera di andare, ovunque spinta da valide
motivazioni e amor del mondo.
E cadesti nel buio più profondo.
Altro color non vedevi se non il nero,
quello del tuo cielo, non più azzurro.
La tua mente era priva di pensiero,
l’unica tua paura era un sussurro,
Un sussurro a dir poco assordante:
“Non ce la farà” e la voce tremante.
Non eri più ciò che sei stata:
la cosa che hai sempre sognato
sembrava per sempre andata.
Questo ti chiedevi rimanendo senza fiato:
“La speranza è l’ultima a morire
o è la prima tra tutti a fuggire?”
Adesso puoi darmi una risposta
tu che hai visto la morte in faccia
e hai preso la direzione opposta
ad essa, senza finir tra le sue braccia.
Non ci credeva neanche il dottore
che avevan trovato un donatore.
Senza di lui chissà dove saresti,
probabilmente lassù, beata a volare,
senza problemi e gioiosa saresti
di non dover più sopportare
questo bozzolo assai infelice
che ora per te è solo una cicatrice.
Con tale dono una farfalla sei diventata,
finalmente libera di spiegare le ali.
Adesso che la vita ti è stata regalata,
dopo aver girato tutti quegli ospedali,
sai quanto possa essere speciale
la donazione di un organo vitale.